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sabato 12 agosto 2017

Cadono le foglie



CADONO LE FOGLIE

Stillicidio di foglie morenti
in questa estate rovente e inaridita.

Triste è vedere le chiome degli alberi
ammantarsi anzitempo
dei colori d'autunno.

© Carla Castellani



lunedì 24 luglio 2017

Pizza a domicilio



Meglio riderci sopra va ...

-Buonasera! Pizzeria da Ciccio?
-No è Google Pizza.
-Ho sbagliato numero?
-No, Google ci ha comprati.
-OK. Posso ordinare una pizza a domicilio?
-Certo, vuoi il solito?
-Il solito? Come fai a sapere cosa prendevo?
-Dal numero da cui chiami, le ultime 9 volte hai ordinato pizza con salamino piccante e patatine fritte, bella croccante.
-OK! È proprio lei.
-Posso suggerirti stavolta una pizza con la rucola e i pomodorini?
-Che cosa? Odio le verdure!
-Il tuo colesterolo è troppo alto.
-Tu come lo sai?
-Hai richiesto di poter visualizzare i risultati dei tuoi esami del sangue online.
-Non voglio quella pizza. Sto già prendendo le medicine.
-Non le stai prendendo regolarmente, 4 mesi fa hai preso una scatola da 30 pastiglie nella farmacia sotto casa e poi non le hai più comprate.
-Le ho comprate in un'altra farmacia.
-Non risulta dalla tua carta di credito.
-Ho pagato in contanti.
-Non risultano prelievi di contanti dal tuo conto corrente.
-Ho altre fonti di contanti.
-Non risulta dalla tua dichiarazione dei redditi, a meno che non siano in nero.
-Cosa vuoi da me? Basta con tutta questa tecnologia. Vado in un'isola deserta senza internet e senza telefono, così nessuno potrà più spiarmi.
- Capisco. Rinnova il passaporto, ti è scaduto da 5 giorni.

lunedì 19 giugno 2017

Tempo di vacanze



E' ormai tempo di vacanze e il Web trabocca di allettanti immagini di luoghi di villeggiatura.
Ma ciò che cattura il mio sguardo non sono le azzurre acque dei mari tropicali o delle nostre belle coste, ma i verdi boschi e le eccelse cime delle Dolomiti, le mie amatissime montagne, quelle che io chiamo "i miei luoghi del cuore", e dove veramente ho lasciato il cuore.


Per problemi di salute già da 5 anni ho dovuto rinunciare completamente alle mie vacanze montanare e soffro al pensiero che non potrò più inoltrarmi in un bosco in cerca di funghi, affrontare un ripido sentiero per raggiungere un rifugio, respirare l'aria sopraffina dell'alta quota,  bearmi di panorami mozzafiato, vivere l'emozione di scoprire rari fiori di montagna e di sbirciare gli animali selvatici nel loro habitat.


Ma ognuno ha il suo destino e a me che abito praticamente in riva al mare, il mare non piace e per raggiungere le montagne che amo ho sempre dovuto sobbarcarmi percorsi di centinaia di kilometri, che ormai  il mio stato fisico non mi permette più di affrontare.
Così vivrò la mia estate in poltrona, sul balcone della mia nuova abitazione, che per fortuna è circondata da frondosi e annosi alberi che mi faranno vivere l'illusione di trovarmi in un bosco.
E ricorderò le mie montagne con questi miei versi a loro dedicati.


SERA

Conosco
il respiro profondo del bosco
al calar della sera
quando immerso in liquida luce
d’un tratto sommerso è dall’ombra
che scura invade ogni anfratto
e d’un velo riveste ogni fronda.

Conosco
il languore del cielo
al calar della sera
quando il sole ratto scompare
e dietro le crode a lungo
rimane un bagliore
con toni di rosso e di viola.

Conosco
il fremito arcano che sfiora la valle
al calar della sera
retaggio di arcaici timori
e anch’io creatura di queste montagne
con l’ultimo squarcio di luce
trepida attendo
che la notte mi avvolga.


© Carla Castellani
Opera 1ª classificata al 19° Concorso di Poesia inedita - V Sezione - Comune di Faenza - anno 2004.


domenica 4 giugno 2017

Dozza, un museo a cielo aperto.



Tra verdi colline dolcemente digradanti verso la Via Emilia, la grande strada consolare che, dritta come una spada, divide la Romagna del monte da quella del piano e del mare, sorge il borgo medievale di Dozza.
Posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra si trova a sud di Bologna, a 6 km da Imola. Geograficamente è in terra di Romagna, anche se amministrativamente si trova in provincia di Bologna.



Sulle case del borgo medievale e sulle strade che portano alla piazza si erge la possente Rocca Sforzesca, che mantiene inalterata la sua struttura medievale. Fu Caterina Sforza, che tenne il feudo dal 1494 al 1499, che la volle come baluardo a difesa della Romagna dalle mire grifagne del Duca Valentino Cesare Borgia, facendola riedificare alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca.
I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.


Nella Rocca si possono visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina con i relativi utensili databili al 1500, la sala delle armi, le prigioni, le stanze di tortura, il caratteristico pozzo a rasoio, i camminamenti sulle torri.


Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione d'Arte Mascellani, mentre situata nei suggestivi sotterranei, si trovano esposte e in vendita oltre 800 etichette selezionate ed un wine bar per degustazioni guidate da sommeliers professionisti.


Ingentiliscono il paese oltre un centinaio di grandi affreschi murali dipinti sulle case dal pennello sapiente di nomi prestigiosi quali Sassu, Purificato, Brindisi, Sughi, Cappelli e di tanti altri artisti contemporanei. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto.






Le immagini presenti in questo post sono state reperite sul Web.

venerdì 19 maggio 2017

Vado a letto ...

L'ho trovata sul Web. Troppo carina per non condividerla.


Marito e moglie stanno guardando la TV in salotto quando lei dice: “Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto..." Va in cucina a preparare i panini per l’indomani, sistema la tazza per la colazione, estrae la carne dal freezer per la cena del giorno dopo, controlla la scatola dei cereali, riempie la zuccheriera, mette cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiva. Poi mette i vestiti bagnati nell’asciugatore, i panni nella lavatrice, stira una maglia e sistema un bottone, prende i giocattoli lasciati sul tavolo, mette in carica il telefono, ripone l’elenco telefonico e dà l’acqua alle piantine.
Sbadiglia, si stira e mentre va verso la camera da letto, si ferma allo scrittoio per una nota alla maestra, conta i soldi per la gita, tira fuori un libro da sotto la sedia e aggiunge tre cose alle lista delle cose urgenti da fare. Firma un biglietto d’auguri per un’amica e ci scrive l’indirizzo, scrive una nota per il salumiere e mette tutto vicino alla propria roba. Va in bagno, si lava la faccia, si lava i denti, mette la crema antirughe, si lava le mani, controlla le unghie e mette a posto l’asciugamano.
"Pensavo stessi andando a letto…!" commenta il marito.
"Ci sto andando" dice lei.
Mette un po’ d’acqua nella ciotola del cane, mette fuori il gatto, chiude a chiave le porte e accende la luce fuori. Dà un’occhiata ai bambini, raccoglie una maglia, butta i calzini sporchi nella cesta e parla con uno dei figli che sta ancora facendo i compiti.
Finalmente nella sua stanza, tira fuori i vestiti e le scarpe per l’indomani, mette la vestaglia, programma la sveglia e finalmente è seduta sul letto.
In quel momento, il marito spegne la tv e annuncia: "Vado a letto".
Va in bagno, fa la pipì, si gratta il sedere mentre da un’occhiata allo specchio e pensa: "che palle domani devo fare la barba..." E senza altri pensieri va a dormire.


Niente di strano non vi pare? Ora chiedetevi perché le donne vivono più a lungo! Perché sono fatte per i lunghi percorsi (e non possono morire perché prima hanno molte cose da fare).

domenica 14 maggio 2017

Festa della Mamma




A tutte le Mamme del mondo
l'augurio di poter vivere sempre
in pace e serenità
(utopia? ... forse, ma certamente
augurio sincero e speranza irrinunciabile).


A te Mamma mia dolce che sei lassù
e che sempre continuerai a vivere
nel mio cuore
il mio amore infinito
e il mio perenne accorato rimpianto.

mercoledì 10 maggio 2017

Lupus Day



Si celebra oggi 10 Maggio il Lupus Day, la 14esima Giornata Mondiale contro il Lupus, indetta dalla World Lupus Federation per sensibilizzare pazienti e persone su questa malattia, una gravissima patologia cronica autoimmune, che può interessare diversi tessuti e organi del corpo umano e che colpisce soprattutto le donne in età fertile (dai 13 ai 55 anni) nella percentuale di 9 malati su 10. Purtroppo non se ne conoscono ancora le cause e di conseguenza non esiste una terapia risolutiva che possa dare speranze di guarigione. Il trattamento farmacologico utilizzato aiuta solo a controllare i segni e i sintomi del LES e a prevenire complicazioni della malattia, compresi i danni permanenti agli organi e ai tessuti.
E' una malattia subdola, difficile da diagnosticare, e non per nulla viene definita "la malattia dai mille volti" perchè si presenta sotto vari aspetti e può colpire tutti gli organi e i tessuti del corpo umano.



Perché ve ne sto parlando?

Perché le campagne informative sono necessarie per allargare la conoscenza della malattia e per raccogliere fondi per la ricerca. L'obiettivo finale è cercarne la causa e quindi una cura.

E perchè anch'io sono una di quelle persone che sono state colpite da Lupus Eritematoso Sistemico (LES), malattia contro cui combatto da circa 20 anni, quando mi venne diagnosticata dal Reparto di Reumatologia dell'Università di Ferrara. 

E perché, in tutti questi anni di reciproca conoscenza virtuale, ho sempre ricevuto da parte vostra comprensione e sostegno morale nei momenti in cui, maggiormente sofferente, non ho saputo tacervi il mio grande disagio, le mie sofferenze, la mia difficoltà di vivere in queste condizioni.

mercoledì 19 aprile 2017

47 anni di noi


Nozze di ametista per noi, al compimento del nostro 47° anniversario di matrimonio.


Come vuole una diffusa tradizione anglosassone la classificazione  degli anniversari di nozze inizia con i materiali più fragili come cotone, carta, legno, per passare via via a materiali più solidi come gemme, argento, oro, pietre preziose, a significare il rafforzamento che il legame tra i coniugi va acquisendo col passare del tempo.
Nell'elenco degli anniversari di matrimonio che ho trovato su Internet il 47° anno risulta essere "nozze di ametista", una varietà violacea di quarzo che è una delle gemme più utilizzate per la creazione di gioielli e che trova applicazione anche in cristalloterapia per le sue proprietà benefiche a livello psichico e mentale.


Oggi per mio marito e per me un'altra tappa del nostro percorso matrimoniale si è compiuta, ed eccomi a sfogliare ancora una volta l'album dei ricordi di quell'ormai lontano 19 aprile.


E mi commuovo nel vedere immortalati nelle immagini due giovani emozionatissimi e, nelle foto di gruppo, tante persone care che ormai non ci sono più, mentre fra coloro che allora erano bimbi qualcuno è addirittura già nonno.

Anche se 47 anni messi in fila uno dietro l'altro sembrano tanti, noi li abbiamo vissuti serenamente per cui mi sembra proprio il caso di dire " come vola il tempo ..."


sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua




In questo nostro mondo dilaniato dalle guerre e dalla violenza quotidiana
vorrei che  questa fosse una festa
di pace, di gioia, di serenità, di speranza, 
di rinascita, di armonia
per tutti. 

A tutti gli Amici Bloggers e alle loro famiglie auguro  una

BUONA PASQUA e PASQUETTA


domenica 9 aprile 2017

Springtime

Effetto primavera ... per chi ha la fortuna di avere un giardino o abita in campagna o nei pressi di un parco, in una esplosione di colori e profumi che fanno dimenticare l'inverno.














Spero tanto che questa Domenica delle Palme 

possa portare pace e serenità nel mondo, 

ma anche nel nostro cuore.

Osanna!

Buona Settimana Santa

sabato 18 marzo 2017

Festa del papà


♥ ♥ ♥

Nel giorno della Festa del Papà

tanti auguri al papà dei miei figli,
al papà del mio nipotino,
a tutti i papà che conosco, 
a tutti i papà del mondo



e per il mio amato papà questo amorevole pensiero:


"Gli anni sono passati ma tu continuerai a vivere per sempre in una nicchia dentro il mio cuore. E ogni volta che un refolo di vento mi sfiora all'improvviso, mi piace credere che sia ancora una delle tue amorevoli carezze."

♥ ♥ ♥



giovedì 9 marzo 2017

Un poeta da ricordare: Alfonso Gatto




Un poeta da ricordare:


Alfonso Gatto
Salerno 17 luglio 1909
Orbetello (GR) 8 marzo 1976

Una poesia da non dimenticare:

Torneranno le sere

Torneranno le sere a intepidire
nell'azzurro le piazze, ai bianchi muri
la luna in alto s'alzerà dal mare
e nella piena dei giardini il vento
fitto di case, d'alberi, di stelle
passerà per la grande aria serena.
Torneranno nel sogno anche le voci
delle famiglie illuminate a cena,
la rapida ebrietà del loro riso.
O finestrelle, pozzi, logge, vetri
affacciati alla vita, allo spiraglio
delle fresche delizie e dei rimpianti,
o luna nuova sulla mia memoria,
tornate ad albeggiare con quel canto
di parole perdute, con quei suoni
struggenti, con quei baci morsi al buio.
Siate la polpa rossa dell'anguria
spaccata in mezzo alla tovaglia bianca.

(da 'La storia delle vittime', Mondadori, 1966)



"Luna in una serata magica"

domenica 26 febbraio 2017

Il mangiare in detti e proverbi in dialetto romagnolo


E' gia da qualche tempo che ho interrotto la presentazione dei detti e proverbi in dialetto romagnolo, che tanto erano stati apprezzati dai miei vecchi followers, nonostante il mio dialetto non fosse per loro così facilmente comprensibile. Per facilitarne la comprensione, anche stavolta li ho corredati da adeguata traduzione letterale e, ove opportuno, anche da un breve chiarimento esplicativo sulle usanze e tradizioni alimentari romagnole.



Sot j urcion, i caplet int e' brôd d'mânz e gapon.
(Asciutti gi orecchioni, i cappelletti in brodo di manzo e cappone.)
Par fe un brôd bon: costa, zampa d' bo e un mez gapon, test d' videl, os d' schinêl, panduren, udur e un bel pogn d' sêl.
(Per fare un buon brodo costa, zampa di bue e mezzo cappone, testa di vitello, ossa di schienale, pomodorini, odori e un bel pugno di sale.)
Così consigliavano le brave "azdore" di Romagna..

Par i Set Dulur belecot e canèna nôva int e' got.
(Per i Sette Dolori bellecotto (cotechino) e canina nuova nel gotto.)
La canina è un vino ricavato da un'uva nera, non molto pregiata, da non confondersi con la cagnina, vino più pregiato ma poco alcolico, di colore rosso intenso, da consumarsi d'inverno con le castagne arrosto o con dolci a base di castagne.
La "Fira di set dulur" è una Fiera che da diversi secoli si svolge a Russi (RA), in onore della Madonna Addolorata, la terza domenica di settembre.

La galena de mert lov, che se la n' s' mâgna, la va in malor.
(La gallina del martedì grasso, che se non si mangia, va in malora.)
La galena d' Carnevêl,  se la n' s' mâgna, la va da mêl.
(La gallina di Carnevale se non si mangia, va a male.)
La tradizione prevedeva che il martedì grasso si uccidesse e si servisse in tavola la gallina più vecchia del pollaio.

Se e' pân t' vu cusar ben, schêlda e foran cun di spen.
(Se vuoi cuocere bene il pane scalda il forno con degli spini.)
Nei casolari di campagna il pane si faceva una volta alla settimana e si cucinava in un rustico forno che andava prima scaldato con fascine di stecchi ben asciutti.

Zuzeza fresca, d'maz i salem, d'satembar la copa, i parsot ad du en.
(Salsiccia mangiata fresca, in maggio i salami, in settembre la coppa, i prosciutti di due anni.)
La panzeta de majel la's mâgna a Carnevêl.
(La pancetta del maiale si mangia a Carnevale).
E' dolz-môrs l'è e' mej de pôrc.
(Il pancreas è il meglio del maiale.)
Questi tre proverbi sono riferiti a quando nelle nostre campagne  si allevava il maiale per poi ucciderlo in dicembre, ricavandone scorte di cibo per l'anno a venire).

A scota dida la saraghena, da fê clazion a la matena.
(A scottadito la saraghina per far colazione la mattina.)
Se t' vu sintì l'amor dla sardela, socia la testa e mâgna la budela.
(Se vuoi sentire il sapore della sardella, succhia la testa e mangia le budella)
Sono questi due tipi di pesce azzurro piccoli e molto simili fra loro,  di cui si può mangiare tutto, in un sol boccone.

Pân d'un dè, furmaj d'un mes, ven d'un ân, dona d' vent en.
(Pane di un giorno, formaggio di un mese, vino di un anno, donna di vent'anni.)

Par Sân Jusef ov duri e radec.
(A San Giuseppe (19 marzo) uova sode e radicchi di campo.)

La zola d' Sân Zvan l'è e' furmaj di puret.
(La cipolla di San Giovanni (24 giugno) è il formaggio dei poveri.)

Par Sân Lurenz la cocla t'la pu stache parché l'e fata da magnê.
(Per San Lorenzo (10 agosto) la noce la puoi staccare perché è matura da mangiare)

Dop ala Madona d'agost (15 agosto) i còmar j a pers e' gost.
(Dopo la Madonna d'agosto i cocomeri hanno perso il gusto.)

Setembar uva e figh la pânza la tira e e' cul e' rid.
(Settembre, uva e fichi, la pancia si tende e il culo ride.)

giovedì 16 febbraio 2017

Aneddoti letterari

Spigolando qua e là nel Web ho trovato alcune curiosità ed alcuni piccoli e talvolta divertenti aneddoti legati a personaggi della letteratura che potranno forse strapparvi un sorriso.


MARCO TULLIO CICERONE - (106 a C. - 43 a C.)
Nel corso di una causa, Metello Nepote si scagliò con una certa acrimonia contro Cicerone rimproverandogli di essere un plebeo. Di tanto in tanto gli rivolgeva la domanda: "Chi è tuo padre?" Cicerone per un po’ lasciò correre, poi gli rispose: "A te non posso chiedere la stessa cosa, o Metello, perché tua madre ha reso questa domanda estremamente delicata".

DANTE ALIGHIERI - (1265 -1321)
Si dice che Dante fosse dotato di una memoria eccezionale.
Un giorno uno sconosciuto incontrato per strada gli chiese "Qual'è l'alimento più buono del mondo?"
"L' ovo" rispose Dante.
Dopo un anno lo stesso uomo incontrò nuovamente Dante nello stesso luogo e gli chiese: "Con che cosa?" "Col sale" rispose Dante.

VICTOR HUGO - (1802 - 1885)
Dopo aver pubblicato "I miserabili", Victor Hugo era impaziente di sapere come era stato accolto dal pubblico. Così inviò all'editore una lettera con un semplice punto interrogativo. L'editore, per comunicargli il grande successo dell'opera, gli rispose inviandogli un foglio con un punto esclamativo.

ALESSANDRO MANZONI - (1785 - 1873)
Una prima versione de "I promessi Sposi" aveva per titolo "Fermo e Lucia". Si dice che Manzoni decise di cambiare il nome del protagonista per evitare di scrivere "Qui Fermo si fermò" oppure "Qui Fermo si mise a correre".

CARLO COLLODI - (1826 - 1890)
Carlo Lorenzini, vero nome dell'autore di Pinocchio, era gaudente e spensierato. Dopo aver perso al gioco una forte somma di denaro un suo amico editore si offrì di versargli tutto l'importo purché, entro l'anno, gli avesse scritto un libro per ragazzi. Lo scrittore mantenne l'impegno e realizzò uno dei più bei libri di narrativa per i ragazzi.

HONORE' DE BALZAC - (1799 - 1850)
Un giovanissimo Balzac portò a un editore un romanzo intitolato "L'ultima fata". L'editore, entusiasta, decise di acquistarne i diritti offrendogli 3000 franchi. Quando seppe che viveva in un quartiere popolare in periferia, pensò che 2000 franchi sarebbero stati sufficienti. Mentre saliva al sesto piano della casa dove lo scrittore viveva, pensò che si sarebbe accontentato di 1000 franchi. Quando entrò nel povero appartamento dell'autore, gli disse: Signor Balzac, eccovi 300 franchi per la proprietà del vostro romanzo.
Balzac accettò.

HEINRICH HEINE - (1797 - 1856)
Ormai moribondo, il poeta confidò ad un amico che era andato a fargli visita:
//7"Ho lasciato tutto in eredità a mia moglie, purché si risposi subito, così ci sarà qualcuno che mi rimpiangerà tutti i giorni".

RICHARD BENTLEY - (1662 - 1742)
Era un uomo molto colto ma piuttosto impacciato in società. Invitato a una festa a casa di una contessa in una sala affollata, avvertì un tale disagio da andar via dopo pochi minuti. A chi le chiese chi fosse quel tipo, la contessa rispose: "E' un uomo così colto da sapere come si chiama una sedia in tutte le lingue del mondo, ma non sa come ci si deve sedere".

GIOSUE' CARDUCCI - (1835 - 1907)
Del Carducci sono famose le sue "ribotte", pantagrueliche mangiate, che cominciavano al mattino e finivano al crepuscolo, dove con gli amici di Castagneto discuteva e recitava poesie, pasteggiando con dell'ottimo vino.
E il vino fu un suo compagno tutt'altro che sgradito tant'è che la sua collaborazione alla rivista quindicinale "Cronaca Bizantina" veniva pagata con un barile di Vernaccia.
Quanto alle sue preferenze culinarie aveva una forte passione per i tordi, il pesce fritto e le fettuccine con l'abbacchio.
Da Napoli così scriveva descrivendo i suoi pasti quotidiani: "Tutti i giorni mangio dodici ostriche e bevo una bottiglia e mezzo o due di Posillipo o di Vesuvio, con un piatto di pesce o di carne, maccheroni e frutta e non altro".

BEPPE FENOGLIO - (1922 - 1963)
Costretto a lavorare, lo scrittore trovò un impiego presso un’azienda vinicola come corrispondente con l’estero. Vedendolo sempre intento a scrivere, molti si meravigliavano per il suo zelo nel lavoro. In realtà Fenoglio si dedicava alla sua attività letteraria, utilizzando per i suoi manoscritti il retro dei fogli intestati della ditta.

GABRIELE D'ANNUNZIO - (1863 - 1938)
Un giorno il grande Vate, pranzando con il giornalista Jarro, si lamentò di non sentirsi troppo bene e di aver fatto indigestione.
"Sì, - gli rispose Jarro - sei troppo pieno di te".

BASILIO PUOTI - (1782 - 1847)
Trovandosi sul letto di morte circondato dai suoi amici, Basilio Puoti, intransigente purista napoletano, disse: "Amici, muoio" e chiuse gli occhi. Subito dopo li riaprì per esclamare: "Però si può anche dire: Me ne muoio!" E questa volta spirò davvero.

ERNEST HEMINGWAY - (1899 - 1961)
Un amico, il quale era a conoscenza della vita piuttosto irrequieta dello scrittore, gli inviò una lettera, scrivendo come indirizzo: "A Ernest Hemingway, Dio sa dove".
Pochi giorni dopo l'amico ricevette il seguente telegramma: "Dio lo sapeva".

TRUMAN CAPOTE - (1924 - 1984)
Era molto superstizioso: non iniziava e non terminava mai un libro di venerdì, cambiava stanza d’albergo se il suo telefono aveva il numero tredici e non lasciava mai più di tre mozziconi di sigarette nel posacenere: quelli in più se li infilava nella tasca della giacca.

FRIEDRICH SCHILLER - (1759 - 1805)
Aveva una curiosa mania. Goethe, una volta che si era seduto alla scrivania di Schiller in attesa del suo ritorno, si mise a buttare giù qualche appunto. A un certo punto, un odore opprimente si era insinuato nella stanza. Goethe, seguendolo, scoprì un cassetto della scrivania pieno di mele marce. Per lui l’odore era insopportabile ma per Schiller l’aroma in qualche modo era fonte di ispirazione e, secondo la moglie, non poteva vivere o lavorare senza di esso.

EDGAR ALLAN POE - (1809 - 1849)
Non si separava mai dal suo gatto Catterina che riteneva il suo “tutore letterario”: infatti riteneva le sue fusa un segno di approvazione di ciò che stava scrivendo.

ALEXANDRE DUMAS (padre) - (1802 - 1870)
L'autore dei Tre moschettieri e del Conte di Montecristo era per un quarto di ascendenza africana, in quanto suo padre era figlio di un  marchese francese e di una schiava africana di Haiti. Per questo motivo dovette sopportare ogni sorta di frecciate e insulti razzisti per tutta la sua vita,  cosa neanche troppo sorprendente, nella Francia del XIX secolo.
Una sua replica a uno di questi insulti suonava più o meno così: "Mio padre era un mulatto, mio nonno era un negro, e mio bisnonno era una scimmia. Come vedete, monsieur, la mia famiglia comincia dove la vostra finisce".

GEORGE SIMENON - (1903 - 1989)
Fino a quando assai tardi si rassegnò all'uso della macchina da scrivere, si preparava al lavoro appuntando 50 matite che allineava sulla scrivania, e se si spezzava la punta ad una cambiava direttamente matita senza perdere tempo. Per molti dei suoi libri aveva poi il rituale di segnare su una busta gialla da corrispondenza l'elenco dei personaggi per ricordarsi il nome man mano che la trama continuava a svolgersi.

MARK TWAIN - (1835 - 1910)
Durante uno dei suoi tanti viaggi in treno attraverso gli Stati Uniti, Mark Twain s'imbattè in un controllore, il quale gli chiese di vedere il biglietto. Lo scrittore, già noto, annaspava cercandolo in ogni tasca e nella valigia. Il controllore, dopo qualche minuto, lo riconobbe e disse con gentilezza "so chi siete, sono certo che abbiate acquistato il biglietto, non importa". Twain sorrise e rispose "la ringrazio, ma se non trovo il biglietto non ho idea di dove dovrò scendere".

ANTONIO MACHADO - (1875 - 1939)
Il poeta e scrittore spagnolo, viveva e insegnava senza molta passione a Segovia. Durante i fine settimana si recava a Madrid da suo fratello, col quale componeva opere teatrali. Per giustificare le sue assenze e i mancati rientri in istituto, inviava il telegramma: "Perso treno oggi e domani".




martedì 14 febbraio 2017

14 Febbraio: Valentine's Day



Così eravamo quando ancora credevamo che fosse doveroso e irrinunciabile celebrare il giorno di San Valentino con fiori, regalini e cenette romantiche.
Da allora sono passati gli anni, tanti anni.
E ci siamo resi conto che in fondo non è poi così importante, perché quando una coppia è legata da amore, amicizia e rispetto, per lei è San Valentino ogni giorno e non c'è bisogno di segni esteriori e spenderecci per celebrare degnamente questa ricorrenza.
Così,  anche  trascurando il lato prettamente commerciale di questa giornata,  ci basta essere ancora e sempre insieme, legati dal sentimento che ci unisce fin dal lontano tempo in cui fu scattata questa fotografia.


A tutte le coppie che si amano 

l'augurio di un

dolcissimo San Valentino


sabato 11 febbraio 2017

Mostra: Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia - Forlì


Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia

Sede: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro - Forlì


Periodo: dal 11 febbraio al 18 giugno 2017




La mostra propone un viaggio attraverso i fenomeni artistici italiani ed europei maturati negli anni tra il primo dopoguerra e la crisi del 1929.
Art Decò è una stagione dell’arte incantevole, un fiorire di industrie, tecniche, vezzi e decori all’insegna di un rinnovamento dei linguaggi e dell’estetica.

Alberto Martini
"Ritratto di Wally Toscanini" (1925)
pastello su carta, collezione privata




Anselmo Bucci
"Rosa Rodrigo (La bella)" (1923)
olio su tela, courtesy Matteo Mapelli 
Galleria Antologia, Monza


Pittura e scultura saranno accompagnati dai migliori risultati raggiunti dall’architettura, dall’industria, dall’oreficeria, dal cinema, dalla musica e dalla letteratura di quel tempo. Un viaggio affascinate in uno dei decenni più trasognati e delicati della storia italiana.

Tamara de Lempicka
"La sciarpa blu" (1930)
olio su tavola, collezione privata


Gio Ponti, Gigi Supino
"Busto femminile" (1923)
terraglia policromata
Milano, Castello Sforzesco,
Civiche Raccolte d’Arte Applicata 

Il fenomeno Decò attraversò il decennio 1919-1929, un periodo storicamente carico dove si sviluppò molto più armoniosamente di altri aspetti una corrente aggraziata come l’Art Decò, che comprese arredi, ceramiche, vetro, metalli lavorati, stucchi, bronzi, gioielli, argenti, abiti.


Gio Ponti
"Urna serliana"  (1924-1925)
maiolica
Sesto Fiorentino, Museo Richard-Ginori
della Manifattura di Doccia 

Libero Andreotti
"Coppia di levrieri"  (1914-1927)
bronzo. Firenze, collezione privata  

Il tutto fu caratterizzato dall'altissimo livello della produzione artigianale e industriale, contribuendo alla nascita del design e del made in Italy.

Francesco Nonni
"Coppia di fanciulle (Riccioli d'oro)" (1925)
maiolica
Faenza, MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche 

Gio Ponti
"Vaso Fabrizia"  (1925)
maiolica
Cerro di Laveno, collezione privata 

La prospettiva proposta vuole valorizzare le opere Art Decò nel territorio italiano con le sue cartoline, locandine e manifesti a firma di autori che propongono rari esempi di Art Nouveau nelle sue diverse sfaccettature.


Galileo Chini
"Studio preparatorio per la decorazione dello scalone
delle Terme Berzieri a Salsomaggiore" (1922)
tempera su carta. Mugello, collezione privata 

Guido Balsamo Stella
per Manifattura SALIR, Venezia,
"Coppa sirena e luna"  (1925-1928)
  vetro inciso. Venezia, SALIR


Autovettura Isotta Fraschini, 1931
appartenuta a Gabriele D'Annunzio



Questa Esposizione è collegata a
Ceramica Dèco, il gusto di un'epoca
18 febbraio - 1 ottobre 2017
Faenza,  MIC -Museo Internazionale delle Ceramiche
Viale Baccarini, 19 - Faenza (RA)

La mostra allestita al MIC di Faenza si inserisce nell'ambizioso progetto Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia dei Musei San Domenico di Forlì.
Se nella sede forlivese tutte le arti dialogheranno per fornire uno spaccato quanto più esaustivo di questo eclettico gusto, con rappresentazioni italiane ma anche europe e statunitensi, nella sede faentina il focus sarà dedicato a figure di spicco locali ma di assoluto spessore internazionale.